Chianti

“Fra orti, giardini e ulivi regolati dall’arte amabile del potare, si snodano sui colli vie così in pace che sembrano dimenticate, dove si procede fra meravigliose scoperte di cose sempre uguali e sempre impreviste”.

Bino Samminiatelli

Il Chianti, famoso per i vigneti dai quali nasce un vino famoso in tutto il mondo, è un susseguirsi di affascinanti paesaggi collinari a cavallo fra le province di FirenzeSiena, Arezzo e i Colli Pisani.
Considerato da sempre il “cuore della Toscana”, è “abitato” da filari di vigne, querce e lecci, boschi di castagni e borghi medievali dove il tempo sembra essersi fermato. In ogni borgo è facile imbattersi in cantine, castelli, fortezze, pievi, case di campagna, fattorie e caratteristiche enoteche. Il panorama appaga la vista con il colore argenteo degli olivi, la perfetta geometria dei vitigni, le stradine di campagna delimitate dai cipressi, i campi di ginestre ai piedi dei boschi; con i paesaggi talmente suggestivi da venir fotografati e riprodotti in cartoline e calendari che fanno il giro del mondo, invogliando chiunque ad esplorare questo paradiso. Non è un caso che questa terra venga definita “Chiantishire” o contea del Chianti per il grande numero di stranieri, non solo inglesi, che qui risiedono stabilmente. Ogni stagione è buona per visitare questa zona, meta ideale per itinerari culturali, per coronare un sogno d’amore e per organizzare qualsiasi tipo di evento. La primavera e l’autunno sono i periodi migliori, quelli in cui il paesaggio e il clima sono miti, e la campagna fiorisce mostrando tutta la sua bellezza. In estate è il posto giusto dove rilassarsi. In autunno le feste e gli appuntamenti legati alle tradizioni, alla storia e alla cultura del vino e della buona cucina animano borghi e paesi. Anticamente il Chianti aveva un aspetto più montuoso che collinare: ricco di boschi, di acque e di selvaggina, era poco accessibile trovandosi ai margini delle grandi vie di comunicazione, aspetto che in parte lo ha protetto dalle grandi invasioni barbariche dopo la caduta dell’Impero romano. Dal Medioevo al Rinascimento questa terra è stata spesso campo di battaglia quando i Comuni di Siena e Firenze se la contendevano. Cessate le guerre, alcune vallate sono state disboscate e utilizzate per l’agricoltura. Il suo nome è da attribuirsi ai comuni di Gaiole, Radda e Castellina (detti appunto “in Chianti”), territori che formavano l’antica “Lega militare fiorentina del Chianti” e che aveva per emblema il Gallo Nero. Oggi, anche in virtù della legge sulla denominazione dei vini, anche i comuni di San Casciano e Tavernelle nella Val di Pesa, di Greve, e parte di Barberino in Val d’Elsa, nonché quelli senesi di Castelnuovo Berardenga e Poggibonsi, si fregiano dell’etichetta “Chianti” DOCG. 

Photo credits: Thomas Harris

Partendo da Firenze la via d’accesso per le colline del Chianti è Impruneta i cui più famosi monumenti sono la torre campanaria merlata del XIII sec. e la Basilica di Santa Maria. Dirigendosi verso Siena, tappa d’obbligo è l’antico borgo medioevale di Greve in Chianti (dominato dal Castello di Montefioralle) la cui unicità è la piazza triangolare sulla quale si affacciano palazzi, portici e loggiati, tutti convergenti verso la Chiesa di Santa Croce.
Poco distante  si trovano Volpaia, pittoresco paesino medioevale, e Radda, sorto nei pressi della trecentesca Chiesa di San Nicolò e del maestoso Palazzo Pretorio del 1415 circa. Continuando il nostro viaggio si incontrano Gaiole, uno dei panorami più famosi d’Italia, e innumerevoli fattorie e castelli tra i quali San Leonino e Fonterutoli. Oltrepassata Siena ci si imbatte nella duecentesca Monteriggioni, eretta sulla sommità di un colle e dotata di un’imponente cinta muraria, e Castellina, avamposto senese d’origine etrusca con la piazza centrale attraversata da via delle Volte, di origine medievale; infine Poggibonsi dove ogni anno, in autunno, si ripropone l’antica tecnica di pigiatura dell’uva delle zone collinari, e Montespertoli. Non si può non citare la Badia a Passignano, bella e antichissima sede della Lega del Chianti, e il Castello di Brolio già residenza del Gran Barone Ricasoli, inventore della moderna vinificazione. Nel Chianti gastronomia è sinonimo di qualità, identità con il territorio, lavorazione dei prodotti della terra, sapori unici; si contraddistingue per gli ingredienti semplici e genuini e per il rispetto delle tradizioni. Protagonista degli antipasti è il pane con il quale si prepara la famosa “Panzanella” ricca di pomodoro, cipolla, basilico e cetriolo e la “Fettunta” condita con olio d’oliva fresco, aglio, pepe e sale. L’olio d’oliva è il re della tavola che porta con sé tutta la freschezza delle colline. Il piatto toscano per eccellenza è la “Ribollita“, piatto simbolo di questo territorio, una minestra a base di pane, cavolo, fagioli, spinaci, pomodori e pane raffermo, cotenne di maiale, il tutto amalgamato da olio d’oliva e condito con pepe e sale.

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